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martedì 18 dicembre 2012

Shopping in Via Condotti


Per comperare qualche pacchetto da metter sotto l’albero per cognato, amici, suocera, ieri mattina, insieme a mio marito, a braccetto, in volo, come facevamo ai tempi in cui eravamo sposetti e non, come ora, insieme da quasi due lustri, vicini, quasi tutt’uno, al punto che ci si capisce con un solo alzar di sopracciglio; ce ne siamo andati, dicevo, in centro, tra la piazza di Spagna, che reca, nel bel mezzo delle scalinate un cono verde che dovrebbe essere un albero di Natale e che invece fa venir voglia di dare un poco d’antibiotico ai gradini per estirpar la malattia verdastra e la Via Condotti; insieme, con un mucchio di pensieri impacchettati e messi sotto l’abete, io e lui. Prima nei negozi poi, io e lui, seduti in piazza San Silvestro che era un via vai d’autobus e che ora, stirata in un color sabbia triste come un deserto, pare la sala d’aspetto sotto il cielo di una stazione russa. D’un tratto, come un miraggio, il nostro ex capo redattore. Io, non lo vedevo da più di tre anni e rivederlo non mi ha certo punto commossa… Poi, via, verso nuovi negozi, questa volta per me. Siamo in autobus, diretti e filati verso la Piazza Venezia, quando una certa signora con un’aria un poco così, ad alta voce, parlando al cellulare, chissà con chi e forse con nessuno, dice: “Sì, sì, sono qui, in autobus, seduta vicino a Vincenzo Salemme, sì, sì l’attore. E’ un mio amico! Ma come, non lo sapevi?” Vincenzo Salemme? Le occhiate si perdono negli occhi altrui, in uno sbigottimento generale. E lei, la protagonista, incalza, sempre al telefono: “Ieri? Oh ieri ero a Firenze, ho fatto il viaggio con Matteo Renzi? Sì, sì, proprio con Matteo? Un simpaticone”. Ronzan le battute, qualcuno ridacchia, altri stirano le labbra per non mostrar l’anima che esplode. Mio marito e io scendiamo. E lui mi fa: “Ora hai capito perché preferisco starmene a casa…”.  

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