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domenica 9 dicembre 2012

La vita in lavatrice


Ho messo la mia vita in lavatrice, come si fa con i panni e le lenzuola, per lasciar che la candeggina profumata dallo spirito e il detersivo ai fiori selvatici della consapevolezza lavino via quel che l’anima non contiene più, facendo bianche certe verità nere, che a lungo sono rimaste ombre, laggiù nel burrone dell’inconsapevolezza, e ora non più. Nel perdono, ritrovo la via e il mio zaino, pur ancora pesante, mi pare più leggero alla salita, lungo il mio sentiero alpino, come dopo un pic nic consumato in vetta, grattando il blu del cielo, quando il cibo, sacro, si è fatto energia e carne e sangue e anche spirito.
Tavolara vista da Cala dei Gigli e dagli occhi del cuore
Ho messo la mia vita in lavatrice, ma anche i panni e le lenzuola della settimana e siccome il sole freddo di dicembre bacia, giallo zafferano, la terra e la vita nostra, eccomi a stender le cose sul filo che corre, ballerino, dalla finestra della cucina a quella dello studio, lungo un affaccio che guarda diritto in faccia a due o tre camere d’albergo. Appendo, concentrata, il copripiumino del letto di Leonardo e le camicie di Antonio, che paiono vele da quanto grandi sono. E le mollette reggono tute e calzoni in un allegro tenersi per mano che mi regala l’illusione del cosmos, nell’armonia di biancheria e pianeti, distesi sulla voragine del terzo piano. Sono lì, con una maglietta tra le dita quando, la mano si quaglia, non so neppur io dire perché e giù, a paracadute, nel cortile interno dell’albergo. Oh no, mi dico e correr a prender il mio amo da polipo per ripescar la roba mia è tutto in uno. Immaginatevi ora la scena di me che, con la perizia di un consumato pescatore, calo il mio amo tra i fili della biancheria miei e dei piani di sotto, in uno zigzag a cuore acceso, per toccare il fondo e acchiappar, tra gli aghi, la maglietta. Tutta quanta in me, olè, presa! E mentre tiro su la preda, trasecolo nel sentir lo scrosciar di un battimani. Alzo lo sguardo sui turisti che, a grappolo, affacciati sul balcone, son stati testimoni della mia battuta di pesca alla maglietta…  

1 commento:

  1. Anche io batto le mani....non alla maglietta presa all'amo....ma al bucato della vita che vorrei tanto fare anch'io...
    :)
    un abbraccio Rita

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