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mercoledì 26 dicembre 2012

Cucciolo di Natale

Davanti alla finestra che si apre sul verde del piccolo giardino dalla stanza che mi è assegnata da mia suocera, ogni Santo Natale, c'è una casa dal tetto basso, tutta quanta rannicchiata sotto il peso del grigio cielo patavino; una delle tante, sarebbe, nell'assonnato orlo cittadino di questa Padova elegante, che si accende nelle sue piazze di allegria di bancarelle e bicilette Sì, sarebbe proprio una delle tante case, in stile anni Settanta, cresciute in quei tempi felici là, lungo la Via Tiziano Aspetti, se non fosse che questa casa qui si porta in testa un comignolo color cotto che, per via dei buchi dello sfiato pare una faccia allegra che, al mattino, nell'alzar le taparelle, mi guarda con un sorriso largo e sembra, da lassù, augurarmi una felice giornata. Così, ci salutiamo, io e lui, in lieto scambio di simpatia, anche quando, si sa, i pomeriggi dopo la festa, silenti nel respiro della fata della Bella Addormentata, paiono lunghi come partite a Risiko e a me, sincera, mancano il viavai ciarliero dei Monti, la mia macchina da cucire e persino gli operai che, nel cortile interno di casa mia, paiono sempre al lavoro, indaffarati a chiamarsi per nome.
Se mi prende quel nocciolin di malinconia, scendo a scivolo giù in camera e saluto il mio comignolo, tutt'occhi e bocca sana, che mi rimanda un luccicar di gioia, nel vezzo suo che stona, si direbbe, con le linee austere dell'architettura che lo ospita. Ieri, lo guardavo fisso e. d'un tratto, mi è parso, senza scherzi, di vedere affacciato alla finestrella il nanetto da giardino, un Cucciolo dipinto di giallo e turchino, che se ne sta di solito, un poco infreddolito e stento, proprio davanti all'uscio di casa di mia suocera. Mi sorridevan, dunque, Cucciolo e comignolo. Chiudo gli occhi, li riapro: non c'è più. Scendo a precipizio giù in giardino e, oddio, Cucciolo non c'è più a far da sbiadita sentinella. Cucciolo non c'è, ma c'è mia cognata chinata in due a ridare un poco di sole al giubbino e una pennellata di cielo al berretto del triste (per me) nano da giardino...

1 commento:

  1. ...e tua cognata ha fatto bene! non c'è niente di più triste , per me che vedere i nani da giardino (anche colorati....) tutti sbiaditi e scrostati...non li posso guardare, come le bambole wodoo che riproducono babbo natale (augurandogli la fine?) tutte fradice di pioggia, nere di fuliggine, aggrappate alle ringhiere che mi ricordano gli impiccati...
    Se possiedi un cucciolo o anche un brontolo o un dotto....tienili con te in casa, non lasciarli fuori alle intemperie.
    Un bacio Rita

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