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domenica 4 novembre 2012

Sorella moda


 Passa una bella signora bionda, con il suo cagnolino in cappottino, passan due ragazze modaiole, sghembe nel vestitino sgargiante e disegual, passa un ragazzo con un cipollino di capelli in capo che pare un funghetto cresciuto con la pioggia. Passano loro e tanti altri, lungo il cinematografo della mia via del Boschetto. Io, alla finestra, osservo questo fiume di umanità, immersa in vite sconosciute con in testa un mondo che ignoro. Li guardo, dall’alto del riquadro della mia finestra e mi viene una smania di esser laggiù con loro; a rimaner lassù, in un canto a casa mia, mi pare (stupidamente) di perdere qualcosa, che so l’abbraccio della massa che aiuta ad andare avanti, il senso stesso dello stare in terra, gomito a gomito col prossimo. Sicché, gambe in spalla, e via; me ne vado al Mercatino che è a un tiro di sasso dalla basilica di Santa Croce in Gerusalemme dove, non so se lo sapete, c’è un orto bello e buono che piacerebbe anche a Gesù.
Mi porto dietro qualche straccio firmato che sottoporrò alle mani magiche di un certo commesso del negozio dell’usato che distingue il grano dalla zizzania. Dovreste vederlo, il mio prestigiatore di moda e modi, nelle dita sale e pepe: piega, spiega, ripiega, osserva, annusa, stuzzica la roba e poi di qua sì e di là no. Senz’appello. Con un gusto di oggi che non potrebbe  esser più diverso dal mio sciacquato nello stile Schostal. Sono andata sul sicuro: ho portato un trench di Gap, una maglietta Diesel e un maglione che neppure so di che marca fosse, ma andavan tutti quanti benone. E me ne vado, nel vento, a incontrar un’amica all’Ibs di Via Nazionale dove si può bere un caffè, standosene nel nido, al piano superiore, appollaiato sul via vai, dabbasso, di lettori e compratori.
Io, nel mio celeste pallido
E mentre scivolo giù dall’Esquilino, con un occhio all’orologio, bella, bellissima più di una mannequin appare d’un tratto, contro la gran mole di Santa Maria Maggiore, come un miraggio antico, una giovane suora, leggera nel suo abito di crema, svolazzante nel mantello nero, danzante nelle scarpine che paiono sorridere al mondo. Nel soggolo e nel velo, è incantevole come una madonna del Bellini. E giuro, tutti quanti, ragazze e ragazzi e uomini fatti e donne truccate di una certà età, infilate in jeans di strass, e neri e bianchi e di tutti i colori non c’era uno, neanche a cercarlo col lumino delle vergini savie, che non avesse gli occhi cuciti a lei, a sorella moda, ad ammirar l’eleganza pura, immacolata, netta , direi, nella sua superba semplicità... 

1 commento:

  1. bè, qualunque cosa si indossi bisogna saperla indossare....non c'è griffe che tenga.
    Buon inizio di settimana .....qui c'è il sole e io respiro bene

    :) un bacione Rita

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