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venerdì 16 novembre 2012

Il sole di novembre

Canali dell'anima

Nel segreto scrigno che è la mia anima, dove si concentra, riposta, timida, silente, la mia dorata consapevolezza che io, prudente, tengo cucita in quello splendore tutto mio (come mi ha insegnato - oh che nume fu per me, ignara! - un certo amico che era un tempo una celebrità…), il mondo, con le sue leggi, con i lacci della realtà che tutto divora, colorato di teatro, è bandito; se ne resta lì fuori nel vocio del viavai quotidiano, in un tumulto che mi par di guardar con gli occhi tondi di Lucrezio, sciacquati alla fonte della filosofia; Lucrezio, sì, che amavo e amo: suave mari magnum… Lì, in quel mistero profondo, il mio spirito, fatto leggero, trova acqua di sorgente, viva e, lavato come i panni in Arno del Manzoni, ritrova, bianco, il cammino del viandante. In punta di piedi percorro questa via che è fatta, come per tutti, di incontri e di scontri e di gioie e di dolori. Io, il passato, di solito lo rivivevo, per comodità di micio pigro, scrivendo i casi miei in queste pagine disordinate di blog, che a volte sono noiose, a volte fanno ridere e altre un poco sospirare. Lo rivivevo qui per non riviverlo nel mondo che, come ho scritto, è fatto di soprassalti e di cure, nell’eterno gioco delle parti che si consuma, alieno allo spirito mio, nel dì per dì della conta quotidiana. Ma a volte il passato si fa occhi e mani e voce e non è più letteratura. E in quella prova, di fronte a ciò che è stato, mi sento parlare come in una eco, le parole non si fanno fiato e tutto mi par galleggiare in una geografia a me ignota. Altro non so dire se non che, una volta salutato il mio passato, vivo, mi sono seduta, nel mio presente d'oro, sotto la colonna Traiana, incendiata dall’astro novembrino, e io con lei... 

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