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lunedì 29 ottobre 2012

Le stanze di Elsa e di Ester


Ricordo: era un pomeriggio ed ero in redazione al numero tal dei tali di Piazza San Silvestro, in un bianco palazzo di re che apriva la bocca sul Corso; gli occhi miei andavano e venivano dallo schermo del mio computer al campanile, in quadro nella finestra lucente, della Chiesa di San Silvestro in capite. La torre color crete di Siena danzava le sue piroette, mostrando un girotondo di cotti oltremare…
Io ero tornata or ora da una conferenza stampa, una delle tante, tantissime che mi han ospitato, e mi apprestavo a scrivere il mio pezzo, né bello né brutto, chiedo misericordia, un articolo che il giorno dopo nel suo bel giornale, a Mezzogiorno, si sarebbe potuto appallottolare per passarlo sui vetri  o, come diceva il mio caporedattore, per incartarci il pesce… Scrivo e poi, via, un giro su internet. E il mio pezzo, bè, non proprio il mio, ma più o meno, con la messa in piega un po’ storta o i capelli corti o ritinti, è già lì, notizie e pettegolezzi, tutto in uno. Capii allora che un’epoca era finita. E quando la redazione romana mia chiuse lasciandomi a piedi non mi sorpresi poi tanto. Proprio oggi è tornato in me prepotente quel giorno di verità. Ero uscita, sotto un cielo percorso da velieri di nubi, per andare – beata – a godermi la mostra aperta alla Biblioteca nazionale, su Elsa Morante  (che amo e che mi è sorella). Cammina, cammina, la pioggia comincia a cadere. Sono lì. C’è Elsa nei libri che ha scritto e in quelli abbozzati; Elsa in tante foto, con l’ovale di bisquit, le labbra sottili. Elsa nelle lettere e nelle poesie. C’è la sua macchina da scrivere, in trono, e un quadro (bruttino) di Bill Morrow (che la fece tanto soffrire…). Elsa nelle stelle e nei gatti. Ci sono dei racconti dattiloscritti che, nelle teche di vetro, si fermano a pagina uno… Torno a casa, piena di appunti, con il sogno di leggere i racconti iniziati, china sul vetro. Picchio sui tasti del mio computerino. Ed ecco, nel sito “Le stanze di Elsa”, “La casa dei Sette bambini” e “Il mondo Marte è cascato”. C’è tutto, c’è molto molto di più… Ma i quaderni di Elsa piccina, con su le pupe coi fiocchi nei capelli e i gatti e le stelle, io li ho visti davvero e mi consolo così e se non avessi smesso di scrivere articoli non sarebbe nato questo blog piccolino, di stelle e di gatti anche lui…

2 commenti:

  1. :) ....Sei tu quella stupenda ragazzina assorta nella lettura? Elsa Morante è felice di avere un'ammiratrice come te, ne sono certa
    Rita

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  2. ......Quella stupenda ragazzina è Elsa Morante....io avevo in mente immagini più attempate (scusa la mia ignoranza)
    Un abbraccio Rita

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