Pagine

martedì 16 ottobre 2012

Di Gianna e del Rione Monti


Ci s’aspettava, ieri, qui a Roma, Noè con la sua Arca, tra il Boschetto e i Serpenti; salvi loro, gli animali; giraffe e pappagallini. A nuoto, noialtri peccatori e che Dio ci perdoni. Io, il naso al cielo, inquadrato dalla finestra della mia cucina, che guarda,  in basso, su un cortile interno, arruffato di travi e vernici e, in alto, il terrazzo di una certa signora di eleganza raffinata e occhi pervinca, che ora, così si dice nel condominio, ha venduto a certi petrolieri russi che vogliono costruire una piscina, lassù, con vista sul Colosseo, nel volo pazzo dei colombi. Ed ecco il vicinato in chiacchiere a temere altra acqua a piovere in capo…
Io, fin dal mattino, avevo detto ai miei che la pioggia, sì, ci sarebbe stata, ma l’uragano, nossignore. Lo dicevo, senza le arti psioniche (che mi attribuisce il figliolo), perché ho imparato da una mia antica dirimpettaia, Gianna, a tastar le nuvole e il tempo dalla mia finestra che è per me Stonehenge, tutta quanta romana. Oh, Gianna, cucinata in salsa monticiana, cresciuta tra Baccina e il Foro d’Augusto, quando questo Rione della protostoria  era ancora un quadretto di Roma sparita, nelle incisioni di Bartolomeo Pinelli. Gianna, con lo sfratto, non c’è più e al mattino presto, invece dei palloncini colorati che, dal balconcino suo, faceva danzar nell’aria con dita e naso per divertir Leonardo, mi ritrovo ogni giorno, naso a naso, con un turista nuovo. Ieri sera, un simpaticone riccioluto in braghe e basta, mi ha salutato a modo suo, nel buio sgocciolante, facendo  prima ballare la danza del ventre al suo cappello di paglia di Firenze e  poi, zacchete, una piroetta e un inchino. Alla faccia del diluvio universale.

2 commenti:

  1. :) Che vicini simpatici hai!
    Ciao Rita

    RispondiElimina
  2. sai che scrivi proprio bene? mi sono aggiunta ai tuoi lettori!
    Ale

    RispondiElimina