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venerdì 26 ottobre 2012

Campane a Sisto Vecchio


Due volte a settimana, forse al martedì e al giovedì, andavo a lezione di pianoforte da Suor Maria Grazia, bianca e rotonda negli occhiali e nell'abito sciolto di domenicana. Fino a gennaio si studiava sul Clementi e poi si passava alle sonatine – a volte era Mozart, altre Paderewsky - che dovevano accompagnarci, mani e cuore, fino a giugno quando nell’aula magna dell’Istituto Sisto Vecchio, affacciato sulle ombre della Passeggiata Archeologica, naso a naso con le Terme di Caracalla, si celebrava il rito del saggio. Musica e scenette. I genitori, in platea, seduti in sedie che dall’alto del palco parevan conchiglie color porpora, si scioglievano alle prodezze nostre, povere cose…
A fine anno, la gloria; durante l’anno, lo studio. Le stanze musicali, che guardavan sul cortile, avevano ognuna un bel piano ritto, schiena contro il muro, di color bruno o castano, ed erano infilate a collana, l’una dentro l’altra, sicché se ti capitava, mettiamo, di esser nell’ultima dovevi prima attraversar le altre dove altri come te battevano sui tasti neri e bianchi inseguendo melodie, il lago di Como e la marcia turca, in un gioco di sguardi... Fuori, le bambine, in grembiule bianco con gran fiocco rosa sotto la bazza, giocavano all’elastico (che al Mater Dei, per carità!) in attesa delle mamme. Io: le mani sulla tastiera, sguardo e cuore in cortile, dove si consumavano quei giochi paesani piegati oramai nel dimenticatoio. Un giorno, nell’uscire dalla lezione, una bambina mi si fa vicina: “Vuoi giocare a Campana?”. Per me, del Mater Dei, quel gioco si chiamava hopscotch, nome che lo faceva diventare vanitoso; per loro, Campana. Giocammo, saltando su un piede solo, raccogliendo, chinate a squadra, il sassolino, nel riso d'argento della protostoria. Giocammo finché si accesero i lumi della strada. E oggi, ancora, per me, il paradiso è racchiuso dietro ai verdi cancelli dell’Istituto Sisto Vecchio, nel macramè tracciato col gesso sul grigio cemento che, a ripensarci ora, somigliava proprio a una campana… 

1 commento:

  1. :) Sei proprio tenera! In effetti "hopscotch" per quanto mi sforzi non lo vedo come una campana.....piuttosto non so....come uno sciroppo per la tosse?
    :)
    Buona domenica....senza cappotto
    ;) bacione Rita

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