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lunedì 25 giugno 2012

Voci romane al Babuino


Quando giungo in questo mio angolino rosa, rifatto nuovo nuovo dall'amica Azzurra, mi par d'essere benedetta dallo spirito di Aristofane e di Petronio; respiro nel mio Orazio, ritrovo per mano la Prato e la mia Drigo e la Deledda e tutte le sorelle - più vive e vere e vicine dell'unica che ho nel mondo -  che mi hanno regalato, loro sì generose, ognuna a modo suo, un pizzico di sale, una presa di cardamomo, due tarì di coriandolo. Entro e le mie dita, come andassero da sole, spinte da un comando segreto, imbastito all'anima, paiono pigiare al volo sui tasti e l'alfabeto, regalando sugo e danza a parole e frasi. E io vivo finalmente. Anzi mi par d'essere più vera qui che nello scodinzolar dei giorni, tutti pieni di grane e di fatiche, ore a inseguirsi che precipitano come gocciole d'acqua nel fiume eterno della vita in fuga.
Con questi pensieri a gomitolo in testa, eccomi a camminar per spicciar certi fastidi, lungo la via del Babuino che è viottolo d'ombra e preziosa nel riverbero del diavolo dell'estate romana. Cammino cammino e, giunta di fronte al brutto sileno che dà il nome alla strada, mi fermo per antica, solenne devozione verso gli spiriti dei crocicchi e dei boschetti, spiriti dell'acqua sacra, che erano e sono anima segreta della mia bella Roma antica. Sono lì di sasso e sale, con una voglia in cuore di confidarmi con codesto antico signore parlante; sono lì perduta nella vita segreta del babuino, che ha capo bianco e corpo nero e che par beffarsi, nel suo sorriso sbieco, di macchine e passanti, quando non so perché, o forse lo so ma spiegarlo è come risolvere il teorema di Fermat, mi sovviene la memoria di nonna Stella che per sapere l'ora esatta componeva - infilando l'indice nel disco trasparente e traforato del telefono antico, color grigio topo - un certo numero (mi pare il 16) e quando, alla risposta, la voce registrata della centralinista  ripeteva come in un mantra ipnotico, che so, ore 15 e 25, ore 15 e 25, mia nonna con vocina di flauto diceva: "Grazie signorina". E metteva giù la cornetta, tutta contenta, come se avesse ritrovato una sorella..

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