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venerdì 8 giugno 2012

Due piccioni in Via del Boschetto


Mi piace, d’estate, svegliarmi al mattino molto presto, quando in cielo i voli pazzi delle rondini scarabocchiano arabeschi d’inquietudini, riempiendo l’aria di strida e di richiami che a me sembrano le voci di quelli che non ci sono più. Ben desta, negli occhi ancora visioni e spiriti della notte, mi affaccio prima alla finestra della mia cucina che fotografa un cortile spettinato, in affanno, come se di notte vi avessero giocato, a modo loro,  i due finti bambini con caschetto d’oro e nocciola dei Soliti Idioti; un cortile che, sotto la luna, par respirare in sollievo,  mirando le stelle, e quasi mi sorride;  ma che col sole va al martirio, sottoposto com’è alla ruota di martelli e spatole e pennelli di operai, sempre diversi, tutti presi a risolvere problemi a me ignoti, come gli arcani maggiori e minori dei tarocchi.
Passo quindi ad aprir gli scuri della finestra del salone che si scioglie, dolcemente, nella Via del Boschetto. A quell’ora, non sono ancora le sei, le automobili e gli impiegati della Banca d’Italia dormono ancora e per la piccola via che taglia, silente, d’argento, lunare, il Rione Monti potrebbe passare, senza darmi sorpresa, il gregge di Polifemo, guidato da Pan e dalla ninfa Eco.. Questa mattina, presente al mio solito rito, all’aprir la finestra del Boschetto che è estremo confine al mio appartamento, guardo in basso vedo due piccioni, con il loro elegante abitino  d’argento e di perla. Zampettano, con il capino a far giacomo giacomo, con una grazia d’amore che mi fa restar lì, al palo, in ipnosi, rapita. Saltellano, vicini, come se fossero mano nella mano e si aspettano, premurosi, quando l’uno o l’altra prende a far colazione, col becco a rovistar tra i sanpietrini. Vanno avanti per un poco, verso la piazza della Madonna dei Monti, poi, a un segnale segreto, tornano indietro, sui loro saltelli, fin a raggiungere l'incrocio con la via Cimarra. E poi, d’un tratto, a un richiamo a me ignoro d’amore, insieme spiegano le ali, e li vedo volar via, leggeri, vicini, e a me, senza scherzi, par di aver visto, come  in dono divino, tutta quanta rotonda, la verità…
 Cespugli sul retro spiaggia di Cala dei Gigli, la vita sulla sabbia...  

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