Pagine

giovedì 10 maggio 2012

Invasione aliena a Cala dei Gigli


Una notte nera da far paura, in un barchino bianco e rosso magenta che pareva un fiordifragola, ci trovammo, tutti i fratelli Ponti, grazie a una birichinata dei gemelli, in mezzo al mare, in quel braccio di onde che pare addormentato tra Molara e Capo Coda Cavallo. Io, a prua, guardavo l'acqua d'inchiostro, con il cuore che saltava la corda, sicura di scorgere un feroce Scillaecariddi... 
Doppiato il capo della maschera di roccia, ecco la spiaggia di Cala dei Gigli, tutta accesa, trapunta di stelle: le torce di quelli che da ore ci stavano cercando.  All'attracco furono urla, sgridate  e poi silenzio di sonno.
Il drago non lo vidi, certo, ma, pochi giorni dopo, con il mare a rabbrividire per le prime brezze, fui testimone, ma senza scherzi, dell'invasione degli alieni. Il mare prima piatto, con le sue belle crestine argentate, prese a bollire di spuma pazza ed ecco emergere dagli abissi certi omini verdi oliva in tute marziane. Si spiaggiavano come pesci bombardati e poi, rizzandosi a fatica in piedi, misuravano due o tre passi incerti sulla battigia, come instupiditi da tanta bellezza terrestre. I piedoni palmati e verdi  somigliavano un po' troppo alle pinne che usavo per le immersioni a caccia di conchiglie... Mi dissero, molti anni dopo, che i miei alieni erano soltanto gli uomini rana dell'Ape e del Cavezzale in esercitazione militare. Ma io, ancora adesso, non ne sono sicura. 

Nessun commento:

Posta un commento