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martedì 1 maggio 2012

Formula Uno alla Madonna dei Monti

Lo so che oggi è il giorno dei lavoratori e che è una festa tutta quanta rotonda e senza Dio, ma a me proprio oggi è venuto l'uzzolo di raccontare di domenica scorsa, di quando me ne stavo tra gli altri fedeli alla messa solenne (nella chiesa della Madonna dei Monti) celebrata  in onore della vergine Maria, che faceva il compleanno, una madonna tutta monticiana, che a me, nell'iconografia,  pare un poco troppo nera anche se spira profumo d'ori bizantini e d'incensi e anche di pane casareccio nella miglior tradizione di Ciceruacchio e Rugantino. Tanti (e tutti colorati) i fedeli; tanti (e anche loro parecchio colorati) i sacerdoti che sull'altare si dividevano in parti più o meno uguali il compito di recitar preghiere, orazioni, omelia e vangelo. C'era anche il Vescovo, con la sua bella tiara a cono d'oro, che, al ricordo, mi pareva vestito di verde e di bianco, come in fiorita primavera, ma non ne sono mica sicura.... L'ambiente, tutt'intorno, era solenne, stirato nel rito millenario della Chiesa di Roma, con i chierichetti  a far folla sull'altare e il parroco, padrone di casa, in brodo di giuggiole. D'un tratto, si sente un parapiglia e un chiasso del diavolo lì dove le porte della Chiesa si aprono sullo slargo che fa capo alla Via della Madonna dei Monti. Si fatica a tener salda l'attenzione al commento del Vangelo che pure il Vescovo sa far da professionista, ricco com'è di arguzia e imbottito al pari di un panino di Mac Donalds di quegli aneddoti carini che sono melodia alle orecchie anche del profano, figuriamoci poi di chi crede almeno un pochino...
Si sente, dunque, un vocio strano e movimenti bruschi e qualche grido. Poi ecco esplodere nella navata della Chiesa una signora di una certa età, capelli corti, corpulenta, del tipo della mamma eterna, seduta in un macinino a tre ruote che si fa largo tra i fedeli in piedi come se fosse, che ne so, a Minneapolis. Sbuffa, scodinzola, gira, il macchinino e la signora con lui, dicendo "pista"; noi, tutti voltati a guardare quel sacramento profano a fiato mozzo ed eccoli finalmente in riga e quieti la signora Fittipaldi e il suo potente mezzo, parcheggiati come ai box di Monza vicino a una coppia santa che conosco appena. Persino il Vescovo, dal pulpito, dovette interrompere il suo sacro commento al Vangelo di Giovanni per coprire con la mano una risatina...

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