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martedì 17 aprile 2012

Un mandrillo in piazza Cavour

Camminando per viuzze e strade di Roma mi accorgo, in incanto, che la città, oramai proprietà privata di automobili e caos e pedoni in fretta, vive una sua  vita segreta, di cuore, di animali di marmo, di edicole di angeli e Madonne. Una vita che amo. Lungo la via Zanardelli, che si lascia alle spalle la Piazza Navona, al numero tal de tali, un palazzo color crema d'ovo, solenne come un corazziere, nasconde sopra al portone un bell'orso che tra le zampe stringe un bel disco d'oro, allegro di mosaico e di luce, e sopra c'è una scritta in latino: "Noli tabescere". E vuol dire, quell'orso, a chi passa di fretta, troppo preso dalle preoccupazioni sue quotidiane, non lasciarti sciupar dalla vita che corre, frenetica, pazza, fermati e guardami, sto fermo quassù e in basso vedo questa gran confusione chiamata progresso che passa e corre e s'industria di piacere a se stessa. Saluto il mio orso e proseguo in gloria mentre mi viene incontro, su in alto, la biga della nike alata del Palazzaccio che è tanto austero e arcigno, direi feroce nei suoi marmi, che farebbe tremare Attila in persona. Lassù, scalpitano i cavalli, che paiono del carro di Fetonte e non lo sono. Più in basso, a osservare da vicino la fontana secca che dà il benvenuto ai parrucconi, due facce di leoni, con le criniere in balzo e un'aria niente affatto simpatica.. Mi affretto, costeggiando un fianco della Corte di Cassazione, ed esplodo in piazza Cavour, che bella non è, ma ariosa sì. Al centro della piazza c'è il gran Conte che unì l'Italia e non gli italiani. E mentre sono lì, a naso in aria, ad ammirar cotanta pompa ottocentesca, un vecchietto scarno, con un cappelletto bianco, calzato sulla fronte,  si avvicina e con una vocina in falsetto, presa in prestito, dico io, da Mammolo, e un sorriso caravaggesco sulle labbra vizze,  mi chiede di fargli non so più mai quale porcheria. A me, di tra basita e divertita, viene giù a ruscello una gran risata. E il mandrillo matusalemme: "Che ho detto?". Lo giuro, signori, da lassù rise anche Cavour, scuotendo via dal pastrano suo la polvere di secoli...

1 commento:

  1. :)) Li incontri proprio tutti!!
    Un sorrisone come sempre...e grazie per la passeggiata tra le vie di Roma.

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