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giovedì 26 aprile 2012

La vetrina delle meraviglie

Proprio in faccia al letto dove dormo io c'è una piccola vetrina in legno; di forma pare una torre mora e torno, torno al vetro che la chiude, come un ricamo, c'è un arabesco d'oro che parte dalla cima e gira all'intorno. In questa vetrina ho messo il cuore mio in forma di bamboline, gingilli, statuette. Ci dormono due matriosche panciute piene di figlioline e tanti bambinelli Gesù (il più carino, un amore che si ciuccia l'alluce, lo comperai molti anni addietro a Valenza in Spagna e quando lo guardo mi viene in mente anche il mio Michel perduto...); c'è un riccio siciliano che pare una pigna verde ed è a firma di un artista di Caltagirone che di cognome fa Alessi e di nome non ricordo e ci sono due madonnelle in legno scolpito del Tirolo e una Santa Lucia brasiliana che in grembo tiene la palma del martirio e sul palmo della mano destra gli occhietti suoi. A volte, quando sono stanca e la notte col suo manto di velluto e stelle riempie stanza e cuore di tenebre, mi perdo nella mia caverna d'Aladino e mi par di essere invitata al ballo della mia memoria bambina...
Una mattina, neanche a farlo apposta, mi è tornata in mente, col sole a paolo d'oro, quella mia cameretta delle meraviglie. Ero a San Quirico e Giulitta a dare una mano ai francescani nelle opere loro di beneficenza quando eccoti arrivare di bel bello una signora con una sacca piena di che cosa non si sa. Dice, sbuffando in romanesco: "Mica lo so che cce sta drentro. Io c'ho scaricato 'a vetrina daa vecchia...".
E mentre lei inanellava facezie in romanesco, burlandosi di quel tesoro senza più padrona, mi pareva che i ninnoli, un fischietto a forma di galletto e due lacche russe con Vassilissa e il drago e altra roba tutta in rimescolio  mi chiamassero a voce alta: "Ester, Ester" E allora, sapete che cosa ho fatto? Contro un'offerta ai frati mi sono portata il tesoretto a casa mia ed ora ho due madonnelle in più e un bambolina cortinese e ho anche un gallo portoghese e uno scatolino con su un angioletto che si tiene il mento con la mano e pare dire: "Grazie per averci salvato!".

1 commento:

  1. Certo, bisogna amare una persona per poter amare anche i suoi ricordi......oppure avere un animo gentile come il tuo. Chissà, forse , mettiamo il galletto portoghese se lo stai a sentire ti racconterà la sua storia e poi tu la racconterai a noi :)

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