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giovedì 12 aprile 2012

Il valzer di Angiolina

Quando mia madre era ragazzina e viveva ancora con nonna Stella nel casolare rosa cipria di Sangiuliano, sola sola e orfana del nonno Luciano (che era morto in Germania in un campo di prigionia) a far compere si andava poco o nulla e per i vestiti ci s'arrangiava, comperando pezze di tele che allora non costavano un perù come succede adesso come so bene io che spendo un occhio per cucire le mie bennibags ... Nonna Stella, dunque, comperava le fantasie e poi, da un paese vicino, in bicicletta, accorreva l'Angiolina che era sarta e tra le dita stringeva le forbici dell'Arcangelo Michele.
Arrivava al mattino, l'Angiolina, desinava in casa e, all'imbrunire, via di nuovo inseguita dai fischi dei giovanotti,  per via, magari, di un ginocchio assassino a far marameo nel suo pedalare, perché l'Angiolina, che aveva i figlioli soldati e in America, era fresca, come appena fatta, nonostante i quarant'anni e chissà quanti mai più. Insomma lei e nonna Stella, al tavolo grande, nel salone, trascorso da una guida rosso cremisi che, anni dopo, mi servì per andar dritta durante le lezioni di valzer impartite dalla nonna, quando - un,due,tre - si ricordava che anche io, un giorno, sarei stata "granda" e sciolta nel mondo. E il valzer, per Bacco, dovevo impararlo...
Mi par di vederle, le due, chine sul tavolo, mi par di vederle girare e rigirare sulla stoffa le forme di carta che l'Angiolina aveva ricavato dalle misure di mia madre Regina. Si giuntava di qui, si scorciava di lì e gira che ti rigira, al pomeriggio, ecco abiti e bluse e sottane. E mia madre? Studiava lì accanto, con la matita in bocca. Studiava? macché! Già pensava al moroso che allora si chiamava Bepi Toson ed era uno di quelli che fischiavan più forte l'Angiolina in bicicletta... L'Angiolina, che a scuola era andata fino alla terza elementare: "Ma che te studi a far che nianca un ago sai infilar e al marìo che li vai parlar di Garibaldi? che te ga da far con tuta la filosofia, puareta?". L'ago non lo tenne mai in mano, mia madre, ma un marito lo trovò, eccome, e non fu il Bepi Toson ma un certo avvocato di Roma, conosciuto sui bianchi lidi adriatici: mio padre. E indovinate come lo conquistò? Giusto, con un prendisole tagliato e cucito dall'Angiolina...

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