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sabato 28 aprile 2012

I centurioni di Michelangelo

Ieri mattina me ne andavo per la mia strada lungo la via Cavour, in direzione Stazione Termini, verso un supermercato dove mi reco di rado, trovandolo, come si può dire, troppo smorfioso per i gusti miei al sapor di pane e salame, per comperare un chilo di cipolle e due etti di prosciutto crudo appena, quando a mano destra mi trovo a tu per tu con la scalinata segreta e buia al pari di una grotta, che porta al piazzale tutto luce di San Pietro in Vincoli. Eccomi qui, con il palazzo Borgia a pesar sul naso, in un via vai vociante di turisti che salgono lassù per ammirare, lo so bene, il Mosè cornuto di Michelangelo che a me fa solo una gran paura e, chiedo venia, se non mi dà altra emozione.
Loro, i turisti, in un su e giù distratto, di mappe e macchine fotografiche. Io a guardar loro che salgono e scendono per gli erti scalini dedicati oggi a San Francesco di Sales, ma che un tempo, un tempo con pochi santi, furono Borgia anche loro come quelli, minori, al di là della strada dedicata al conte di Cavour, che portano giù alla Suburra e alla Via Leonina. D'un tratto, io sovrappensiero in mezzo a quel tanto di turisti, ecco apparir dalla bocca delle scale un gruppo rosso e d'oro di spavaldi centurioni e legionari. Ci sono anche due gladiatori e una legionaria con un gran mantello cremisi a sventolarle alle spalle. I turisti, tutti quanti sull'attenti, come svegliati da un sonno pigro, fotografano quel tanto di romanità fatto, in visione, carne e sangue. Un bus a due piani, di quelli che han per tetto il cielo, e tanti turisti come fossero capelli al vento, si ferma anche se il semaforo è verde e giù, tutti quanti, a pestar sui tasti degli apparecchi e dei cellulari, in uno strombazzar di clacson inviperiti... E mentre i turisti fermano la vita nelle immagini, con le diavolerie moderne, quegli altri, i nostri antenati redivivi, con grazia antica, se ne scendono giù in capo ai Fori, spingendosi tra loro, come se fossero di nuovo e soli al Lupercale..  Io li guardo fisso e solo ora che li osservo come avessi due binocoli per occhi, mi accorgo che sugli elmi per cresta hanno scope rovesciate e che la legionaria sgambetta su due tacchi a spillo...




Nella foto, i legionari dipinti a mano che provengono dalla collezione di soldatini "Collezionando la storia" di mio fratello Marco. Bellissimi!

1 commento:

  1. ....e secondo me......tu non l'hai visto, ma avevano pure il telefonino con l'auricolare sotto l'elmo con la scopa. :) Ciao

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