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martedì 27 marzo 2012

Due fachiri in Via Casilina

Ero andata, qualche giorno fa, a dare quindici euro di benzina alla mia Cinquecento affamata in un bel distributore Agip, sulla Casilina, che, grande com'è, potrebbe far da salotto allo sgabuzzino dove mi servo di solito io, all'ombra del sorriso di un certo Franco che ho visto diventare vecchio come me...
Infilo, dunque, l'auto nell'apposito corridoio, nudo di sorelle, ed eccomi venire incontro un ragazzo indiano, piccolo, stirato nella divisa immacolata, color grigio chiaro e giallo, mi saluta con modi suoi buddisti, poi mi chiede, gentile: "Quanto, signra?" e sparisce, puf, come inghiottito dalle fauci dal drago del petrolio. Interdetta, giro gli occhi verso il baracchino e mi vedo arrivar, mogio, in una giacchetta da far pietà e scarpe smangiate da scaramacai, un altro indiano, di età indefinita, con quell'aria disgraziata che accende in me, come uno zolfanello la paglia, l'antico senso di colpa d'occidente di aver tutto e troppo e di più. Il tipo sbriso e stinto, con un colorito cenerentolo, si avvicina al finestrino e allunga la sua piccola mano, credo, perché io gli dia le chiavi. Basita, mi giro a cercar conferme ed ecco  il mio indiano di prima, quello in giallo e grigio, che sorridendo, mi fa capire che tra lui e l'altro tanto fa. Consegno le chiavi al secondo, con l'occhio al primo, che viene a prendersi il denaro in una staffetta d'umanità al cioccolato, come in un gioco di prestigio di un incantatore di serpenti... Sicché all'altro fachiro che mi ridà le chiavi, finisco per regalare un euro, mezzo litro di benzina.
Riaccendo il motore e via. Che sollievo e ho anche il cuore leggero... Faccio per infilarmi nella coda che svolta a sinistra per ritornare verso Porta Maggiore, quando noto una signora, al mio fianco che con tanto d'occhi, rotondi, indica qualcosa che non va sulla fiancata della macchina mia. La mando gentilmente a farsi friggere, che si faccia i fatti suoi, per Bacco! E' buio oramai e accendo i fari mentre la città si illumina  di allegrie al neon. Eccomi a Porta Maggiore: sulla destra, un tipo con occhiali e  occhi tondi, fissa il posteriore, lato  destro, della Cinquecento, come se il bianco  della carrozzeria fosse spruzzato dal morbillo... Uno e due. Su Via di Santa Croce in Gerusalemme è la volta di un pedone che fa svolazzar le mani come farfalle.. E tre... Ma che avranno tutti da guardare, mi dico, e quasi perdo la pazienza e tiro dritta finché - frrrrrriiii -  mi ferma la paletta di un vigile. Accosto e m'accorgo che il mio indiano ha lasciato lasco il tappo e aperto lo sportellino, con la benzina a sciacquar di qua e di là, in allegria... Racconto, concitata,  la mia disavventura al vigile, che, enigmatico, mi osserva da dietro due lenti a specchio  e poi mi fa, togliendosi gli occhiali: "A lui mezzo litro di benzina, a lei una bella multa..." Freno il sorriso che scoppia, però, in faccia al mio interlocutore, ora nudo di occhiali: "Vada, signora, vada e la prossima volta, si metta mezzo litro di benzina in più..." Demitto auricolas..

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