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mercoledì 21 marzo 2012

Di Vespasiano, d'olio e d'altro

Oggi, mentre scendevo, in un turbine di primavera, giù per scalinata di Magnanapoli, corteggiata dai venditori indiani che sventolano i loro scialli colorati e i foulard fioriti, ho sollevato lo sguardo  verso la colonna traiana. E da quell'altezza baciata dal disco d'oro, ho capito - ma senza scherzi - perché l'impero romano è caduto.. Non ridete, per piacere, abbiate la compiacenza di seguire il mio ragionamento che ha un capo e una coda, come i serpenti, come i gatti, e che legge, del mondo, i simboli soltanto che, per me, fan da numeri primi alla verità. Il capo del mio discorso è tutto quanto lassù, in cima alla colonna di Traiano, dove un uomo solenne, in barba e tunica, domina il piazzale dorato, dando le spalle alla Basilica Ulpia. Pietro, primo Pontefice,  stringe le chiavi e più che del Paradiso mi paiono quelle della Città Eterna...
E veniamo alla coda del mio ragionare che mi porta a percorrere, in sella al mio pensiero, metà della Via Lata (la moderna Via del Corso) e a fermarmi di fronte alla colonna di Marco Aurelio. In cima, c'è Paolo con la sua bella spada. Le chiavi e la spada... E' tutta in questa staffetta di stiliti, dagli imperatori ai santi, l'onda delle storia romana, mi dico, e mentre, grata per l'illuminazione, giro i tacchi per tornare a casa, d'un tratto, mi viene in mente un certo imperatore che è da sempre nelle mie grazie. Il suo faccione l'ho incontrato un giorno, ai Musei Capitolini; il corpo me lo sono immaginato: tozzo, tarchiato, piccolo, alla maniera degli antichi italici. I modi suoi li ho studiati sui banchi. Doveva essere un avaraccio se disse, piazzando una gabella sulla pipì (che serviva allora a dar le tinte ai panni), che i soldi non puzzano. E doveva essere un gran burlone perché, giunto alla fine dei suoi giorni, sospirò: "Puto Deus fio...". Morendo Vespasiano, perché è di lui che parlo, diventava un Dio, un pontifex, un pontefice. E così il mio ragionamento si chiude in una danza di Pontefici  e già che ci sono, in onore di Vespasiano, .metto sulla griglia una fetta di pane di Ponticelli da condire con sale e olio sabino...

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