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sabato 3 marzo 2012

Angeli e baccalà

Quando l'inverno cominciava a sbottonarsi il cappotto,  era già tempo azzurro di primavera e di prime comunioni. Allora, la santa comunione conservava il suo arcano senso di rito di passaggio. Era, ripensandoci oggi che a farla sono in classe più o meno tre su dieci, un'iniziazione, a modo suo;  un viatico che marcava, al di là del mistero del pane mistico (di cui non ci importava un frego...), il confine tra i grandi e i piccoli.  Di qua, gli agnelli, di là i baccalà. "E' piccolo, non fa nemmeno la comunione...", dicevamo noi, che avevamo passato il fiume e imparato a contar le ore di digiuno e a succhiar, schiacciandola tra incisivi e palato,  l'ostia. Eravamo un gradino più su di quei marmocchi  i quali,  per mano alla mamma loro, arrivavano fin sul bavero dell'altare,  per poi tornarsene a bocca asciutta, al banco in terza fila. Le madri, allora, sciogliendo la presa delle mani, si piegavano sulle ginocchia,  e, gobbe in preghiera, non li badavan più. I poverini restavano diritti, in piedi, a occhi rotondi, lo sguardo vagabondo tra santi, incensi e latinorum... Dei veri baccalà.
Noi comunicate (ché prima del  mistero si era solo comunicande, cioè ancora in mutande...), oh, tutta un'altra storia! Procedevamo in finto raccoglimento, verso il Santissimo,  pensando, nel segreto del cuore, ai casi nostri, ma ben felici di squillare al sacerdote (che esponeva la particola) e al chierichetto (che teneva il piattino d'oro sotto il mento) un bell'amen sonoro che equivaleva, in fondo, a un tiè agli esclusi, ai baccalà... E mentre mi vedo ancora, bambina, in fila indiana, aspettare il turno mio di chiamata lungo la navata di Santa Marcella, ripenso a un pomeriggio di qualche anno fa quando accompagnai  un gruppo misto alla Galleria Barberini e di fronte all'Annunciazione di Filippo Lippi, mi pare nella terza stanza,  non un baccalà, un comunicando, ma una signora grande e grossa, di una certa elegante distinzione, mi domandò, senza scherzi: "Ma che cosa sta facendo l'angelo?". Se solo avesse fatto la prima comunione...

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