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lunedì 20 febbraio 2012

Ricordando sister Francis e il Mater Dei

Se strizzo gli occhi forte e conto fino a uno riesco a figurarmi ancora, viva, rotonda, color latte, sister Francis Borgia, che all'Istituto Mater Dei, oltre a regolare il traffico delle genuflessioni in cappella e a controllare che tutte, in scaletta, avessimo in capo il basco blu - che ci faceva uguali e penitenti - insegnava inglese (e letteratura inglese) alle alunne del ginnasio. E dunque anche a me quando arrivai alla meta. In fatto di poesia, ci vuol proprio una riverenza e tanti fiori di lillà ché Sister Francis, quanto a versi,  sapeva il fatto suo e ci faceva imparare a memoria il monologo di Antonio sul corpo di Cesare (che so ancora), le poesie di  Byron e di Burns (che non ricordo più) e la prosa immensa di George Elliot. Oh, come si commuoveva nel leggerci le pagine in cui Maggie e Tom uniti nella morte, finivano travolti, col mulino, dalla piena della Floss! E noi, ingrate, a ridacchiare dietro manine innocenti. Chi non ce la faceva più, alzava perfino la mano per andare in bagno....
Quando a Sister Francis toccava spargere tra noi zuccone un poco di grammatica, eccola combattere, piccola com'era, contro la tendenza nostra di dire "de" all'italiana, al posto dell'aspirato, aristocratico  "the" . "The", diceva lei, accompagnando la bocca al gesto di una mano che pareva  spargere la porporina delle fate, e la linguetta sua faceva capolino, rosa com'era, tra i denti. E l'interrogata, niente: "De" ripeteva in squallore di naufragio, come se mozzasse il cognome, mettiamo, della De Laura che insegnava geografia astronomica al Liceo. "Nou, nou, nou", scuoteva il capo sister Francis e via di nuovo con l'esercizio di lingua che dava al "the" suo quel tanto di fiato allegro e con le ali che in molte avrebbero fatto bene a imparare. E mentre i ricordi si piegano nell'armadio della mia memoria, eccone, distinto, uno, d'allarme. Siamo in classe in una bella mattina di primavera, nel cielo a rincorrersi i leprotti dei cirri, d'un tratto ci par d'avere due, tre elicotteri sul capo a fare il girotondo in un chiasso del demonio. La Morelli, la professoressa di lettere, dura come un osso e magra e nera come i brutti sogni, si affaccia alla finestra e guarda in su. Poi riprende a spiegare. La porta si apre ed entra, trotterellando, sister Francis, in un allegro tintinnare di gingilli, chiavi e campanelli d'argento. E io, invece, di preoccuparmi della concitazione grande che portò la professoressa a uscir di corsa dalla classe, rammento come fosse ieri che mi chiesi e mi richiesi che cosa avesse mai in saccoccia sister Francis... Ah, per la cronaca, quella mattina lì, in Via Caetani, tra Via del Gesù e le Botteghe Oscure, fu ritrovato il corpo di Aldo Moro.

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Fiori di Carta: servizi letterari alla Libri Necessari
Da gennaio 2012, per festeggiare le dieci candeline della Libri Necessari, Michelle Müller, libraia e fondatrice della libreria e Benedetta de Vito, giornalista professionista, traduttrice e scrittrice metteranno a disposizione  competenza ed esperienza per i  servizi editoriali elencati in coda:
- Cartella di prima lettura
- Scheda di valutazione
- Editing
- Correzione di bozze
- Trascrizione

1 commento:

  1. Bella idea Benedetta e Michelle ;)
    Ma la cartella di prima lettura vuol dire che dovrai leggere gli scritti di qualche aspirante scrittore?? Speriamo siano tutti al tuo livello!!
    Carla

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