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mercoledì 25 gennaio 2012

Vecchi amici

Non so se vi è capitato mai di andare a una cena dove, di grazia, ci si incontra tra vecchi amici che facevano gruppo da ragazzi, e farlo dopo venticinque anni di vita, lunghi di studio e lavoro e famiglia, che han disegnato ragnatele in faccia a qualcuno, colorato di bianco i capelli a un altro e fatto questo e quello a un terzo ancora. A me è successo lo scorso sabato e, non ci crederete, ma a parte le maschere di alcuni e gli occhi segnati dal kajal  della malinconia di altri, ho ritrovato le persone tali e quali a come le avevo lasciate, quando erano ragazzi e pieni di speranza, molti anni prima. L'intellettuale di sinistra, in barba alle delusioni, continua a sognar la terra promessa e la ragazza da marito è diventata donna, ma sempre con marito resta. E io lì in mezzo come un baccalà, anzi un pesce esotico caduto chissà come, mettiamo, nel mar Jonio...
Ma siccome,  quando cucio le mie bennibags, lo faccio dritto contro dritto e giro la stoffa al contrario per fare sopragitto e cucitura, ecco che mi è venuto il ghiribizzo di metter  le carte a faccia in su e di guardarmi, io, per una volta, agli occhi loro, come in un tribunale di asini e topi. Eccomi, ad esempio, seduta sul divano a parlar di libri con una entusiasta lettrice, gradevole assai - anzi una delizia - e tutta girandola per i volumi che si pubblicizzano sulle prime pagine dei quotidiani. Io, la mummia, che leggo soltanto i dimenticati (ora, ad esempio, ho sul comodino un gran volumone di racconti italiani pubblicati chissà quando da Gherardo Casini che ebbi la gioia di conoscere nei suoi anni di neve...)  e Dolores Prato, indosso un sorriso d'ordinanza e cerco di non far uscir dagli interstizi dell'anima mia il giudizio che nutro su. pincopalla o chi per lui. Con diplomazia spiego alla mia interlocutrice, basita, che io leggo altre cose e non sto certo lì a far l'analisi logica delle preferenze mie. Sai che barba, per lei! Infatti, per fortuna, sono pronti i tortelli bolognesi con l'amaretto sbriciolato e il fior di zucca, tortelli che danno molti argomenti ai commensali... E lei, la mia  bella interlocutrice, schizza in piedi, infatti, come se avesse visto passar la fortuna a passo leggero, recando la gran cornucopia  di Re Mida e con un indice puntato fa un rullo come a dir dopo dopo. Cioè mai più... E mentre sono lì che combatto per avere la porzione mia ascolto un altro vecchio amico interessar la platea intera con i suoi racconti di caccia alle starne e ai topi e so per certo che se rivedrò i miei vecchi amici, che pure amo, sarà di nuovo tra venticinque anni...

1 commento:

  1. :)) Bè, magari tra 25 anni potrebbe essere cambiato qualcosa....magari la ragazza da marito avrà trovato un marito e se non altro non sarà più proprio una ragazza. Un sorrisone per i tuoi post sempre graziosi

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