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martedì 17 gennaio 2012

Cinquecento lire

Io vorrei - senza tirar fuori le tavole pitagoriche dove non metto muso - tornare ad avere nella mia bennibag le nostre belle banconote italiane, le lire, che avevano faccia e anima, fogli con su i volti italici di Michelangelo, del Caravaggio, di Verdi!
Sulle millelire nuove che eran piccole e pastellate - ve lo ricordate? - c'era la signora Montessori con i capelli di nuvola che aveva sul capo anche la mia bella zia Cillì. Invece oggi, in tasca, ho un foglino da cinque euro che è color verde livido e pare morto... A me gli euro ( non so a voi) sono sempre stati antipatici, mi rugano perché, ad esempio, sono diversi soltanto nel colore. C'è la carta arancio moscio, quella verde tristezza, c'è la viola del tramonto (che io non ho mai avuto in tasca, se non ieri per comperar un paio di occhiali da vista che costano un perù...). ma tutte quante, nonostante il finto arcobaleno, si tengono per mano con una cert'aria tristanzuola, anonima, da melanconia, senza uno sguardo umano, che so gli occhi del Merisi, a ingentilirle; sono fredde, findus, come certi oggetti di design che vanno tanto e che a me paiono scolpiti nella neve, tanto sono allergici al focolare, all'incanto domestico. Io, con le padelle  marziane, non ci vado punto d'accordo e mi viene l'orticaria solo al pensiero di fare una frittata di cipolle nel pentolino al contempo, non so come, smorfioso e anodino che ho trovato, per dire, in casa di una mia conoscenza. Questa signora stirata in tailleur, nonostante abbia soldi a scialo, è disposta a far chilometri pur di risparmiare un soldino all'Ikea e portarsi in camera cassettiera, letto e comodino  a schiera che stanno bene nei set delle fiction, ma  in una casa vera, secondo me, stonano come una stecca alla Scala...
Ecco, ho detto la mia  e l'ho detta a voce alta a un'amica, prendendoci un caffè al bar sotto casa. E' ora di andare. Alziamoci e partiamo. Faccio per tirar fuori il portamonete per pagare e, siccome il mondo gira e si diverte a farci lo sgambetto, quando ci atteggiamo a Salomoni, scopro che, al posto di due euro, mi hanno rifilato non so dove come resto una bella monetona da cinquecento lire... "Dovresti essere contenta...", ride la mia amica.  Dimitto auricolas.

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