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lunedì 12 dicembre 2011

Medioevo

Ho una cugina di non so quale grado che si porta in giro un visetto orientale, un canestrino di ingenuità e due cognomi che un tempo profumavano di corte papalina e oggi sono buoni, a malapena, per far l'orlo a una gonna. Oggi questa signorina qui, che aveva una manciata d'anni meno di me, è signora e ha due bambine che forse sono ora già ragazzine. Ma nella storia tragicomica che vi voglio raccontare non doveva neppure avere vent'anni ed era una delizia con il cappellino. Andava molto in giro, la Gioietta, in un certo ambiente che io, ridendo, chiamavo allora "medievale" perché era chiuso ai comuni mortali e fatto di fratelli, cugini e biscugini e che oggi non c'è più, travolto com'è stato dalla modernità. Tra tutti i medievali, alti a pinnacolo e ben vestiti e molto, forse troppo educati, la Gioietta aveva un debole per un certo Ranieri (e lui per lei) che bello non era ma signore sì. I due, sposati, avrebbero fatto conto paro. A mio modesto avviso.
Una sera la nostra Gioietta, che frequentava allora la facoltà di giurisprudenza alla Sapienza, decise di imbucare a una festa che non ti dico una certa Lorena conosciuta a Legge che le pareva un tipino a modo e molto divertente. Detto fatto, ecco la Lorena tra i medievali, che giudicò tutti quanti polverosi e, per carità, quel Ranieri lì, ma hai visto che ha le orecchie a sventola, una faccia da padella e poi è grasso e puzza un poco persino. Di Ranieri rimasero le ossa e la Gioietta, che era anche un poco miope, si mise gli occhiali e diede ragione all'amica. Passarono i mesi e poi gli anni. Gioietta si laureò e perse di vista la Lorena. Fece perciò un salto alla terza quando ricevette la partecipazione di nozze (di Pineider) del suo Ranieri che tra tutte sposava, l'avrete capito, proprio la Lorena... Chi disprezza compra.

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