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martedì 15 novembre 2011

Venti euro

C'è una certa signora di mia conoscenza, alta, elegante, ben messa, con un viso antico, qualche pelucco di troppo sul mento,  occhi verde mare grandi così, che si porta a spasso la voglia rapace, che non vien certo dal bisogno, di trovar centesimi perduti e biglietti d'autobus volati via da tasche distratte. Lei, naso a terra, implacabile, cerca e trova. Ha sviluppato tecniche raffinate per non dar nell'occhio e intascar il grano, facendo la gran dama. Se metti caso avvista il cadaverino mentre sta parlando con qualcuno di sua conoscenza, e non vuol far la magra della pidocchiosa, mette il piede vittorioso sulla monetina perduta e seguita a cicalare, attendendo il momento buono per chinarsi. A volte, suo malgrado, le tocca misurar passi lenti per accompagnare questo o quella prima di tornare, fulminea, cucinata nell'adrenalina, a raccattare il tesoretto. Negli occhi, allora, guizza un lampo solitario di felicità.
Una mattina, il sole ancora in pigiama, eccola al caffè sotto casa sua, pronta alla caccia. Con l'angolino dell'occhio, avvista una banconota celeste color di paradiso a dormir sul pavimento proprio ai piedi della cassa. Oh gioia suprema! Oh cantico dei cantici! Il cuore prende a batterle forte nell'agonia dell'attesa. Deve finir di bere il cappuccino, però. Così, con un nodo in pancia e in faccia dipinto un blasone da marchesa, ingoia a stento l'impazienza e il caffelatte, seguitando a chiacchierare col barista ignaro in cravattino. Ma l'occhio vigile, piramidale, è ai venti euro senza padrone. Il cappuccino è finito, Dio che sollievo, e l'agonia pure. Due passi verso la cassa, ora basta allungare braccio e mano. Ed è proprio quel che sta per fare la nostra eroina quando, zacchete, uno zoccolo  bianco, importuno, bucherellato, del tipo odioso da infermiere, si mangia la banconota. Lo sguardo di lei sale dal piede al ladro: è la signora delle pulizie, corpulenta, in testa un caschetto di capelli rosso menopausa. Puntata sullo spazzolone, il piede allungato quasi a farla scivolare, la ladra finge un tremendo mal di schiena: "Ahi, signora, se sapesse, che lavoraccio fin dalla mattina..." E la nostra: "Si metta pure dritta, li ho visti anche io i venti euro...".

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