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lunedì 14 novembre 2011

Il diavolo va in Sardegna

Quando, a quarantacinque anni, mi ritrovai  da un mese all'altro senza la mia scrivania affacciata sul campanile romanico, in coccio rosso, di San Silvestro in Capite, ronin più che giornalista professionista, il mio editore, bontà sua,  mi mise alla porta - dopo diciotto anni di servizio - con un certo gruzzoletto che, secondo lui, doveva far da ponte da una redazione all'altra.
Servì. Ma soltanto a farmi trovare a tu per tu con un promotore finanziario in divisa da economista, tutto quanto tirato, profumato, ben disegnato, appena uscito dal film Wall street. Questo signore qui, che avevo conosciuto in altri tempi, ancor meno felici, nella scacchiera bianca e nera della vita, mi aveva lasciato impressa nell'anima una decalcomania rosa. Un'anima tra avvoltoi.
Ed eccomi, dunque, fiduciosa, nell'ufficio suo al piano terra di un siluro a specchio seduto su un mercato rionale in una larga strada della Roma umbertina. Sopra la finanza, sotto la vita.
Non so come né perché ma il discorso cadde su Cala dei Gigli. Gli raccontai, sorbole a ripensarci, che a comperar le ville dai vecchi proprietari borbonici era una razza nuova di signori, gente che all'odore di lentischi, olivastri e corbezzoli del groviglio sardo di macchia mediterranea preferiva la bomboniera umida dei praticelli inglesi. Parlo e mentre parlo vedo le orecchie sue appuntite che fan contatto elettrico. E proseguo, sciacquata in varecchina: "Si arriva e non c'è più l'odore di Sardegna che era figliolo di un gomitolo di rovi e spini profumati di mirto". Gli occh turchini di lui, due lingue di gas metano...
Un minuto dopo, quando gira a mio beneficio il computer apple suo, il cuore mi fa un balzo dal petto in gola: mi sta mostrando la sua villetta a schiera in Sardegna. Guardo: un manto verde, un tappetto d'Irlanda, scivola infinito fino a lambir la sabbia e il mare.
E allora, ma forse ebbi soltanto le traveggole, abbassai lo sguardo al pavimento e vidi non due scarpe con i lacci in stile british, ma due zampetti di capro...

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