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venerdì 7 ottobre 2011

Giancarlo e il Devoto-Oli

Forse, e dico forse, per molti il Devoto-Oli è solo uno dei tanti dizionari che pesavano nella cartella per star poi seduto sul banco mentre noi si componeva, biro tra i denti e cervello in fiamme, il tema in classe. Per me, invece, sulla copertina di quel signor volume,  c'è, stampato in tre per due, l'immagine di Giancarlo Oli, ancora vivo, in carne, sorriso  e barba.  Non ricordo più come e quando lo incontrai, ché se mi sforzo vedo solo lui ed io, al tavolo di un ristorante niente di speciale che galleggiava all'incrocio tra Via del Corso e Via della Croce. Ci  trovavamo lì finché era vivo, una volta al mese (non di più), di rado, infatti, scendeva a Roma dalle sue colline toscane il professore, che era professore quanto io potrei essere, che ne so, una lappone. Di certo era una buona forchetta e un buon cucchiaio,  e soprattutto parlava della nostra bella lingua con l'amore di un padre. Gli devo un grazie, tra i molti, per aver - ad esempio - diradato le nebbie in cui veleggiavano nella testolina mia, a braccetto, madama  semantica e donna etimologia, un mistero a pagina 123 della grammatica italiana. E ve lo vado a spiegare come se stendessi i panni al sole, senz'arie né prosopopee, come faceva lui. Captivus, per l'etimologia che cerca le radici delle parole, vuol dire solo prigioniero. Ma per la semantica, che cambia il significato della parole con il correr dei Secoli, il captivus diventa nientemeno che un captivus diaboli, cioè un tipetto da tenere alle larghe, un posseduto dal diavolo. Ed ecco qui, non me ne vogliate, fine della lezioncina.
Ci furono tra noi molte parole, alcune non dette, molte lettere e qualche dono che conservo, gelosa, nella mia personale libreria dell'anima. Le lettere, abbracciate da un nastro verde, stanno dormendo ma io per l'occasione ne sveglierò una e vi regalerò una perla dell'italiano suo, della sua personale etimologia del cuore, Così concludeva, con una scrittura minuta e regolare, una delle sue: "Destinataria, donna del destino": etimologia linguisticamente priva di connessione e per altri versi assolutamente improbabile". Così stasera che il cielo è grigio e pare iniziato, tutt'un tratto, l'inverno, mi par d'essere ancora quella destinataria lì, nella primavera dei miei anni...

1 commento:

  1. Hai dei tesori racchiusi nello scrigno della primavera dei tuoi anni :) A volte si ha la fortuna di conoscere persone speciali.

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