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giovedì 4 agosto 2011

La legge dei gemelli






In casa Ponti era valida una sola legge: quella dei gemelli. Una legge incisa nel bronzo. ma cucinata alla buona come una minestrina. Consisteva in breve in questo: i due facevano il comodo loro, con buona pace dei tre fratelli minori che, in un modo o nell'altro, dovevano trovare un accomodamento per restare in piedi sul filo della vita. Regina, scudo e madre solo dei gemelli, applicava la legge con la spietatezza della sovrana del nulla al quadrato di cui portava il nome. Mio padre, l'avvocato, per motivi che sapeva solo lui, preferiva lasciar correre, girare il capo e scalare le sue scogliere di marmo. Così i gemelli, al ghiribizzo, la facevan da padroni, seguendo la stella polare dei capricci loro. Specialità di Federico, il dominante, era pestare i piedi a noialtri, quella del secondo andare appresso al fratello.

Sicché, come dicevo, toccava ai tre minori per età camminare sull'asse d'equilibrio. Un bell'affare. Ognuno di noi tre se la cavò a modo suo. Sara, mia sorella, si sedette in un angolino romito della tavola imbandita per i due maggiori a mangiar qualche briciola loro. Marco scelse la via dell'esilio, sotto la Croce del Sud, dove trovò - baciato dalla sorte -. moglie, lavoro e felicità.

Quanto a me, un ricordo affiora prepotente. Al venerdì sera in casa Ponti, cascasse il mondo, la Mimma sfornava per la cena la sua pizza rossa. La pasta era fina fina, croccante, tutta romana, la mozzarella tanta e filante, Il rosso del pomodoro era quello del mio cuore. Seduti intorno alla tavola ognuno prendeva il suo e quel che rimaneva, secondo la mia legge, andava distribuito tra tutti gli affamati. Non solo tra i gemelli. Invece, ricordo ancora, come fosse accaduto ieri sera dopo il tg1, il morso di rabbia nel vedere le ultime fette di pizza, come lance in mano a Regina, atterrare sul piatto dei gemelli. Regina chiamava la mia rabbia "lamalinconia" e il rimedio era ficcarmi nel lettone suo dove, avvolta nell'edera sua, la mia ribellione si trasformava in sonno. Dormendo, imparavo la lezione: solo accettando la legge dei gemelli avrei avuto quel poco di amore che è come il sale nelle pietanze ed è concime di vita. E ora so perché di notte, a volte, combatto il sonno. E' come se chiedessi ancora quell'antica fetta di pizza che mi fu negata...

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