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lunedì 13 giugno 2011

Raganelle e reginelle



Quando in Sardegna andavano soltanto gli hippie, i matti e i quattroquarti e le pecore spazzolavano indolenti la rena della spiaggia di Cala dei Gigli, mi capitava sovente (e ora mai più...) di trovare, alla sera, certe ranette smeraldine sedute, zitte zitte, a godersi il freschino dentro la vasca del bagno giallo. Era questo un bagnetto di servizio, diseredato, scalcinato anche, dimenticato al piano terra e usato soltanto da mio padre, durante le interminabili giornate di ponente che lo vedevano sbuffare tra studiolo e salone, sognando la pesca e le profondità...

Le ranocchie piccole, bagnate, sempre in batticuore, con il vestitino lucido d'umidore e verde di foglia, e gli occhietti di pepe nero, io le chiamavo "reginelle", regine piccoline, perché a modo loro mi parevano in livrea e sedute composte come regine in trono. Per me erano regine, ma per il mondo erano e restavano raganelle. Mi vedo come fosse oggi: io, una lunga treccia bionda a serpe giù per la schiena, con un lume in cuore. Non riuscivo a contener la gioia: "C'è una reginella!", esclamavo. Solo Marco rispondeva. La prendevo tra due mani in preghiera, tenera e tremante com'era, la mia reginella, per liberarla, insieme a mio fratello, in giardino, sotto un cielo lucente, trapunto di stelle, che pareva leccato da mille gatti...

Un'altra notte, di molti anni dopo, con lo stesso cielo d'inchostro e di fuochi lontani, sto scendendo, a passi leggeri, giù per una collina nera per raggiungere parcheggio e automobile e tornarmene a Roma a casa mia. Sono in compagnia di un'amica, che, fresca sposa, abitava ed abita in campagna, a un tiro di sasso dalla villa dove abbiamo appena festeggiato le nozze. D'un tratto, girata la curva, il silenzio è rotto da un fragore pazzo, come d'anime del purgatorio tutte a gridare a più non posso perdono a Nostro Signore. Mi giro, guardo la mia amica, in faccia un punto di domanda. E lei, ridendo della smorfia mia, mi fa, con quella sua parlata sciacquata in Arno: "Oh non sono miha dannati, sta quietina, son raganelle pettegole, in amore". Reginelle e raganelle...

1 commento:

  1. Sulla riva del lago di Bolsena, tra le canne cantano mille raganelle e i piccoli che hanno appena imparato a saltare si avventurano sull'erba. Un giorno di tanti anni fa mentre stavo seduta sul prato insieme a Serena piccola, una ranocchietta saltellò tra di noi e lei si spaventò. Le presi la manina e ci misi sopra la ranocchietta. Non dimenticherò mai quel sorriso stupito..:) Poi diventò un divertimento cercarle e riportarle in acqua prima che venissero calpestate. Molto simpatico questo racconto.

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