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venerdì 15 aprile 2011

Gli occhietti di Lorenzo Lotto


Non so a voi, ma a me, quando si va in gruppo alle mostre, con la guida che (forse suo malgrado) parla solenne di panneggi, chiaroscuri, prospettive, viene un gran sonno e la voglia matta di rigirarmi in capo i casi miei. Sicché, per evitar sbadigli e sguardi lessi, ho imparato a imprestar le orecchie alle spiegazioni loro e a tenermi ben stretti gli occhi miei. Loro parlano, io osservo. E vedo! Leggo l'anima del pittore con l'anima mia! Così mi è accaduto anche domenica scorsa quando sono andata alle Scuderie del Quirinale ad ammirare pale e ritratti di Lorenzo Lotto. Davanti alla gran pala d'altare di San Cristoforo, San Rocco e San Sebastiano, tutti quanti grandi e grossi e tra le nuvole, io, tutta occhi e cuore a guardare la firma del mio pittore che giace distesa su un cartiglio arrotolato a far da tunnel a un serpentello verde e dispettoso. Infilo gli occhiali e lo vedo: c'è un occhietto che mi guarda. Io: occhio nell'occhio con Lorenzo Lotto... Proseguo, zitta zitta, seguendo la corrente con il latinorum del colorismo veneto nelle orecchie ed eccoci di fronte alla Pala di San Nicola in gloria. Ci sono panneggi e nubi, come nell'altra, tali e quali. Poi, d'un tratto, li vedo, gli occhietti di Santa Lucia! Sono a cavallo di un coccetto bianco e celeste, che par la custodia e si fa invece faccia di quei due occhietti smarriti, seduti su una nuvola rosa che paiono venir dritti dritti da una cartone animato di Walt Disney. E mentre il mio Virgilio parla di forme e di volumi, io strizzo l'occhio agli occhietti di Lorenzo Lotto...

1 commento:

  1. Ciao Benedetta...eccomi qui a strizzarti l'occhio anch'io. Sei mitica! come le racconti tu le storie .....:) bacio

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