Pagine

martedì 26 aprile 2011

Amici...







Avevo trovato, per una collana fortunata di coincidenze, in Via Sicilia, tra banche vetrate e palazzi tirati a lucido, un villino primi Novecento, color ocra spento, scalcinato, un poco cadente, ma con un gran cuore giallo che suonava il clacson al mio. Aveva, questa casa dell'anima, alta sulla fronte un girotondo di putti in festa, una frangia spettinata di giardinetto a far da davanzale sulla strada e un cancello alto, verniciato di nero, ostile come una torre medievale, che recava una targa con su scritto, mi par ovvio, il cognome dei padroni di casa il quale era, neanche a farlo apposta, Amici.
Me ne stavo minuti interi, consumando il panino della pausa pranzo, a colloquiar con quella vecchia casa che, potendo, avrei sposato dal notaio. Era il nostro un dialogo muto. Non così quello tra l'ulivo alto, frondoso e grande e grosso, che riempiva la misura del giardinetto, e i tanti uccelli - merli e passeri e piccioni e gazze - che gli scompigliavano i capelli, staccando col becco grasse olive nere e provocando allegre piogge di foglie e di frutti. In alto, tra i rami, si celebravano i congressi animati dei volatili, lungo il marciapiedi sottostante, freddi ai fischi, ai frulli d'ale, alle gocce di oliva, andava e veniva un'umanità indaffarata e indifferente...

Un giorno, anzi un giorno senza sole, vidi innalzata, in luogo dell'inferriata del cancello, una palizzata gialla e maleducata che squillava il suo nulla, a proteggere il vuoto del giardino romito. Caduto l'ulivo, trasferito il cinguettante centro congressi degli uccelli di Via Veneto. Ero lì, immusonita, a coccolare il mio vuoto quando d'un tratto si aprirono due persiane di legno spellato e apparve un ometto con due occhi che parevano due carabine: "Che c'ho i pupazzetti in faccia", sparò. Amici...

1 commento:

  1. Bentornata!! Che bella foto! Cala dei gigli?
    non è il villino di Amici vero? :) un abbraccio

    RispondiElimina