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mercoledì 30 marzo 2011

Era meglio Svicolone


Un inverno bigio di un secolo fa, per non so quale combinazione della sorte, fui spedita (io che, allora, ero vestita di nuovo) dal mio caporedattore, in qualità - udite udite - di inviato speciale, in Albania, dove un certo sottosegretario (o forse era ministro) doveva portare gli aiuti alimentari nostri al Paese delle Aquile da poco fresco di libertà. Era questo sottosegretario - il cui cognome mi faceva pensare al puma rosa Svicolone - un peperino di lingua sciolta, al quale un diavoletto aveva disegnato sul cranio col compasso un cerchio di pelle nuda... Ci parlò a lungo, gesticolando molto, dell'Albania, durante il volo che da Roma ci avrebbe portato a Tirana. Io, come se abitassi un altro pianeta, occupata com'ero a parlottare col mio vicino di banco che era un Davide Sassoli giovane, biondo, divertente e ancora giornalista. Arrivammo a Tirana e da lì, in macchina, su una statale tutta fiorita di buche e di vegetazione che pareva un sentiero di montagna, raggiungemmo il porto di Durazzo. Due cose ricordo di quel presepio albanese. La prima: le donne, imbottite di bambini, stracciate di cenci colorati, perse nei campi stenti, strette a vacche e pecore e gli uomini, neri di fumo e di capelli, che se ne stavano seduti al bar con la sigaretta in bocca impegnati, così mi parve, a seguire il volo degli uccelli... Secondo poi i filari d'alberi lungo tutte le strade, ceppi tagliati rasi, per far legna e proteggersi dal freddo. A Durazzo, camminammo, in gruppo, lungo la banchina che pareva di neve, in un pulviscolo latteo di stelle. Su e giù, anime d'uomini impolverati di farina portavano sulle spalle i sacchi di farina, nostro generoso dono. Mi parvero gli avari e i prodighi della Divina Commedia. Ma questi tacevano a capo chino. E così noialtri. La lingua ricominciò a mulinare soltanto una volta tornati a bordo dell'aereo che doveva condurci a casa, dove arrivai a tarda sera, in tempo per ricevere una telefonata da una collega, vecchia di età e di esperienza, che mi chiese: "Ma ce l'hanno un benedetto Parlamento in Albania?". E io, acerba e superba, risposi, ma senza scherzi: "No, il Parlamento non ce l'hanno, ma il governo sì!". Era molto meglio se invece di dar retta a Sassoli, con tutto il santo rispetto, avessi ascoltato Svicolone...

1 commento:

  1. Ciao Benedetta, sono qui a provare se posso comunque commentare con il mio account di google...comunque Sassoli giovane e biondo forse allora risultava più interessante di Svicolone con la chierica fatta col compasso no? ;)

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