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venerdì 11 febbraio 2011

Vendette e altalene







Nella parte del giardino che chiamavamo "pratone", all'ombra del Bastione del Sangallo, fiore di marmo germogliato nel rosso mattone delle mura aureliane, il padre di Vivian aveva fatto innalzare una struttura in tubolari color verde smeraldo. Alta come i pini di Aleppo, sosteneva, grazie a solide catene, un'altalena col sedile di plastica nera, un trapezio di ferro e una corda bionda, forte come la treccia di Raperonzolo. Trapezio e corda non ci interessavano punto. Avevamo occhi e cuore soltanto per l'altalena. Onde evitare litigi, Vivian e io prendemmo ad andarci in due: io seduta, lei, ritta in piedi, a farmi da angelo custode. A volte, però, ci s'andava a turni e "mi spingi?" si chiedeva a quella rimasta a terra, con il muso alla polvere.
Che gioia, che estasi! Su, su. Le gambe a squadra con l'azzurro, il busto stirato, svenuto all'indietro, con gli occhi guardavo il mondo all'incontrario. E poi giù, i polpacci rimboccati sotto la seduta, petto e mento in fila per due. Una volta, era di primavera, Vivian precipitò con gran schianto. Pianse e io, invece di soccorrerla e di confortarla, sbottai in una risata feroce. Non passò molto tempo che mi rese la pariglia. Eravamo, quel pomerigggio, a caccia di glicini caduti lungo lìampia strada che collegava la villa alla piazzetta. Camminavamo, spingendoci, mentre i glicini lillà piangevano sul marciapiedi. Io, incauta, scivolai sul viscidume di fiori schiacciati e crollai a terra con una solenne sederata. Ho ancora nelle orecchie la risata, feroce anche quella, di Vivian...

2 commenti:

  1. è sempre un piacere leggerti Benedetta, arrivo e me ne vado con un sorriso,dopo essere ststa lì a spingerti in altalena e a cercare di agguantarti mentre scivolavi sui glicini schiacciati....buona serata

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  2. ...scusa l'errore di battitura :( ho dimenticato di dirti che adesso il banner funziona! ora lo metto anche su rime bimbe e sul mondo di serena. Buona serata

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