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martedì 22 febbraio 2011

Ufo e fantasmi


Un giorno - dovevo avere sette anni - insieme a nonna Stella, vidi, ma sul serio, un disco volante. Era un coso triste, color senape, che non somigliava affatto alle navette spaziali, brillanti di alluminio e lucine, dei film americani. Era atterrato, elefante com'era, nel giardinetto nano e raso, che faceva da stuoino alla cucina. Un mistero! Ma che aria mesta aveva! Pareva un piede infilato in una scarpa di tre numeri più piccola. "Nonna, guarda!", esclamai. Lei stava soffiandosi il naso (che piangeva sempre come per un'antica ferita mai rimarginata), si affacciò alla finestra e, senza cambiare voce, dise: "Toh, un disco volante!". Quando ebbi lo spazio anch'io per metter fuori naso e becco, il disco volante non c'era più. Nonna Stella si asciugava il naso. Quella sera, un gomitolo al posto del cuore, raccontai a madre e fratelli ciò che avevo visto. Risate in ovatta dei gemelli. Mia madre sulle braci. "Nonna - uggiolai - diglielo anche tu...". "Che cosa, bambina mia?". Tradimento! Sentii una ciliegia in gola e gli occhi farsi d'acqua. "Ha la malinconia", sentenziò mia madre. Via, a letto con tè e fette biscottate. Quella notte, in un dormiveglia di spine, mi parve di vedere anche un fantasma: nonna Stella che mi chiedeva scusa...

1 commento:

  1. Buongiorno!
    :)
    passata a lasciarti un salutone
    smakkk
    azzurra

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